Ci stanno per imbavagliare!
Per il bene di tutti:
diffondete questo video!
Regime Berlusconi -
intercettazioni
così scatterà il bavaglio del
governo
Le questioni più discusse
del ddl che bloccherà le inchieste e cancellerà le
notizie
Da Repubblica -
di Liana
Milella
I ragazzi del post-it
e la protesta sul web
IL
bavaglio. Per i magistrati, per i giornalisti, per le
tv. Una legge costruita apposta, un bavaglio appunto,
per ridurre drasticamente il numero delle
intercettazioni e impedire che il loro contenuto divenga
pubblico anche se gli indagati ne sono venuti a
conoscenza. Una legge per proteggere dagli ascolti i
parlamentari e i loro più stretti collaboratori e amici.
Una legge per rendere più difficili pure le inchieste di
mafia. Una legge che impone una durata massima alle
registrazioni anche se non si è trovato il colpevole.
Una legge per evitare altri casi D'Addario. Una legge
per costringere i pm a non aver più alcun rapporto con
la stampa, pena l'estromissione dal processo. La legge
sulle intercettazioni è tutto questo. Ed entra in vigore
subito per bloccare i processi sugli appalti e non far
più uscire una notizia.
La legge bavaglio: lo speciale"La parola ai lettori: perché voglio sapere"
Quando, e come, il pm potrà intercettare?
Il pm potrà chiedere un'intercettazione telefonica o
visiva e i tabulati solo in presenza di "sufficienti
indizi di reato" per i delitti di mafia e di terrorismo
e se dispone di "gravi indizi di reato" per tutti gli
altri crimini. Dovrà essere certo che le utenze
appartengano ai soggetti indagati o dimostrare per gli
altri che "sono a conoscenza dei fatti per cui si
procede". Nel valutare i "gravi indizi" dovrà tenere
conto di quanto il codice di procedura penale,
all'articolo 192, stabilisce per valutare una prova. Ad
autorizzare il pm, per ogni richiesta o proroga, che
dovrà far sottoscrivere dal procuratore capo, sarà il
tribunale collegiale del capoluogo di distretto cui
dovrà inviare ogni volta tutte le carte.
Quanto può durare un ascolto?
Per mafia e terrorismo il pm disporrà di 40 giorni. Poi,
ogni 20 giorni, dovrà rinnovare la richiesta con un
"decreto motivato" e qualora "permangano gli stessi
presupposti". Per tutti gli altri reati invece comincerà
con 30 giorni e poi dovrà chiedere proroghe di altri 15
fino a raggiungere un massimo di 75 giorni. Dimostrando
ogni volta che l'ascolto è necessario perché c'è un
nuovo elemento che lo giustifica. Allo scadere dei 75
giorni, il pm potrà fare direttamente proroghe di 48 ore
in 48 ore, di cui chiederà la ratifica al tribunale
collegiale con il solito invio di tutta la
documentazione, ma solo se potrà dimostrare, ogni volta
con nuovi elementi, che l'ascolto è sorretto da nuovi
indizi di reato ed è indispensabile.
Si potranno mettere anche microspie?
Doppio binario anche per le microspie. Per mafia e
terrorismo si potranno piazzare "anche se non vi è
motivo di ritenere che in quei luoghi si stia svolgendo
l'attività criminosa". Per tutti gli altri delitti,
compresi quelli che spesso rivelano la regia di un
gruppo mafioso, come estorsioni, riciclaggio, usura,
bisognerà distinguere tra luogo privato e luogo pubblico
e sarà necessario avere, soprattutto per il secondo,
maggiori indizi di reato. L'esasperazione del doppio
binario tra reati gravissimi e meno gravi, sia per le
microspie che per la durata, rischia di penalizzare
fortemente i cosiddetti reati "spia", quelli che possono
portare a scoprire organizzazioni mafiose e
terroristiche.
Il pm può perdere un'indagine?
Il codice di procedura si arricchisce di due nuove
regole anti toga. Che mirano sempre a costringerlo a
lasciare l'indagine che sta seguendo e a dare più atout
agli indagati. La prima: dovrà astenersi "se ha
pubblicamente rilasciato dichiarazioni sul procedimento
affidatogli". La seconda: in presenza di una fuga di
notizie, che ha prodotto la denuncia di uno degli
imputati e la conseguente iscrizione nel registro degli
indagati, potrà essere sostituito dal capo dell'ufficio.
L'avvicendamento automatico verrà sostituito con una
valutazione discrezionale del procuratore. Ma è evidente
che, anche di fronte a una fuga ad hoc seguita da una
denuncia strumentale, la poltrona del pm traballerà.
Si potrà pubblicare un'intercettazione?
Se, grazie all'emendamento salva-cronaca della finiana
Giulia Bongiorno, si potranno pubblicare almeno "per
riassunto" gli atti di un processo non più segreti, il
più totale divieto riguarderà i testi delle
intercettazioni. Di cui non si potrà più né scrivere né
parlare, né per riassunto, né nel contenuto, fino al
termine delle indagini preliminari. Resteranno top
secret fino al dibattimento. Nel nome della tutela della
privacy, chi si arrischierà a pubblicare prima un
brogliaccio, anche se esso contiene la prova regina di
un arresto, sarà punito con un mese di carcere e la
multa fino a 10mila euro. Gli editori rischieranno fino
a 300mila euro. Carcere fino a tre anni per chi pubblica
intercettazioni destinate a essere distrutte.
Ma io potrò registrare una telefonata?
Riscritto quattro volte dal relatore della legge Roberto
Centaro, il comma D'Addario, dal nome della escort
barese che a palazzo Grazioli ha registrato i dialoghi
con Berlusconi, prevede una pena da sei mesi fino a
quattro anni di carcere per chi "fraudolentemente
effettua riprese o registrazioni di conversazioni a cui
partecipa o comunque effettuate in sua presenza". C'è
una clausola di salvaguardia per gli 007. Solo grazie
alle insistenze di giornalisti come Milena Gabanelli
alla fine sono stati esclusi i giornalisti. Ma restano i
dubbi su un nuovo reato con una pena molto alta,
scaturito da un fatto privato del premier, e che
potrebbe intimorire chi registra una minaccia sessuale o
un'estorsione.
Quando entra in vigore la legge?
La legge non si applicherà ai processi in corso nei
quali siano già state richieste e autorizzate delle
intercettazioni. Come verrà esplicitamente scritto,
tutti gli atti compiuti fino al momento della sua
entrata in vigore, ascolti compresi, saranno salvi. Ma,
non si capisce bene con quale criterio e per quale
ragione, alle inchieste in corso e alle intercettazioni
già in itinere si applicherà la regola della durata
"breve". Quindi nelle indagini aperte, come ad esempio
quelle sugli appalti di Perugia, i pm avranno soltanto
altri 75 giorni utili per intercettare. Solo se
disporranno di qualche indizio o spunto di prova
significativi, in seguito potranno disporre (e poi farsi
autorizzare) ulteriori proroghe di 48 ore in 48 ore.